sabato 26 maggio 2007

Corna in ufficio, allattami o ti denuncio

Un problema che accomuna tutto il mondo sembra essere la convivenza di uomini e donne nello stesso ufficio, ed è interessante andare a vedere come viene affrontato nelle diverse culture. Notizia che gira molto in rete è la fatwa egiziana in cui il capo della sezione “Diritto Islamico” della moschea al Azhar del Cairo - il punto di riferimento più autorevole dell’Islam Sunnita - prescrive ai propri fedeli di superare il problema permettendo ai colleghi di ufficio uomini di bere, cinque volte al dì, del latte della collega donna. E non è una provocazione, ma una prescrizione talmente seria da essere stata discussa dal parlamento egiziano, creando forti tensioni all'interno degli schieramenti. Meno noto è che d'altra parte, negli Stati Uniti, pare siano sempre più diffusi dei "Patti d'Amore", veri e propri contratti che impegnano gli interessati, protagonisti di relazioni amorose sui luoghi di lavoro, ad attenersi a clausole precise tese alla salvaguardia della produttività aziendale ed a evitare imbarazzi negli uffici e trai collaboratori. In tutti e due i casi è evidente lo sforzo di arginare, con gli strumenti che si hanno a disposizione, con le leggi e con i contratti, la potenzialmente distruttiva energia delle passioni umane, il motore più potente che governa tra l'altro la sopravvivenza della specie.
Nel caso della soluzione islamica il principio è basato su un racconto presente nel Corano; Maometto suggerisce ad una donna, che si stava lamentando per la presenza nella casa di uno schiavo appena uscito dalla pubertà e che le creava fastidi pruriginosi, di allattarlo cinque volte al giorno con il proprio latte (pare da una ciotola) in modo tale che le pulsioni fisiche si trasformassero in affetto materno, e che quindi si fosse scongiurata ogni altra eventuale tensione. Il successo ottenuto nel sacro racconto ha spinto Izzat Attia, capo giurista islamico, a firmare la fatwa che vorrebbe tramutare in incesto (e quindi tabù) ogni rapporto sessuale del collega con la donna che gli fornisse il latte del proprio seno (solo se cinque volte al giorno però). Come se Il Creatore, volendolo impegnare in simili noiose cronachette rosa, considerasse nei suoi giudizi anche di questi cavilli legali e procedurali. Il fatto che personaggi che hanno influenza su milioni di persone possano produrre questi concetti, è indice di come questa gente sia ancora nel loro medioevo, e non pone limite alle assurdità che potrebbero proclamare in futuro, o che avranno già proclamato in passato, con conseguenze meno ridicole di capiufficio attaccati al seno della segretaria. Non che le soluzioni statunitensi appaiono più serie, chissà come potrebbero regolamentare le prestazioni sessuali della stessa segretaria in vista dell'ottenimento di premi di produzione.

Approfondimenti:
Fatwa

sferoattualità

mercoledì 23 maggio 2007

Una giungla nella stazione

In Spagna si respira un’aria di ricerca architettonica che da noi non possiamo immaginare di permetterci; ultimamente la stazione di Atocha di Madrid, grazie al progetto dell’Architetto Rafael Moneo si è trasformata in una Giungla tropicale con 4000 mq di vegetazione, all’interno della quale i viaggiatori trovano in ambiente insolito e piacevole nell’attesa del prossimo treno. Il vecchio edificio della storica stazione si è tramutato in un giardino botanico umido, creando un microambiente salubre e piacevole in un edificio normalmente esposto a polveri sottili e fumi provenienti dal transito ferroviario. Rilanciata da Blogeko, la notizia rafforza l’idea di una architettura funzionale, dove gli elementi sono parti utili e fruibili, contrapposta all’architettura monumentale che invece è fine alla celebrazione di se stessa. Un ottimo esempio di come l’architettura dovrebbe abbandonare l’abuso di calcestruzzo e di vetrate perpetrato in Italia dai nipoti neolaureati degli assessori comunali, per dedicarsi a creare spazi che migliorino effettivamente la qualità della vita. Non che in Spagna siano scevri da questi abomini: l'architetto Santiagio Calatrava è artefice del centro espositivo di Valencia "La città dell'arte e delle scienze", esempio di come produrre opere al di fuori di ogni dimensione umana, atterrendo il visitatore con strutture ciclopiche e ripetitive più utili a proiettarlo in una trance depersonalizzante che a rendere piacevole la visita al Museo della Scienza. Meno conosciuto in Italia, sempre di Moneo, il Kursaal della città di San Sebastiàn (Donostia in lingua basca), che con linee squadrate completa in modo interessante e questa volta mai fastidioso il panorama di quella che è una delle cinque baie più belle del mondo, contribuendo con luminosità calde a rendere magiche le notti basche.

Aggiornamento 08/07/2007: Wikipedia italiana, nel link riportato sotto, attribuiva il Museo della scienza di Valencia a Moneo, mentre in realtà è un'opera di Santiago Calatrava. Il Museo della Scienza di Moneo si trova a Valladolid, ho proposto la correzione nella pagina italiana di Wikipedia.

Approfondimenti:
Rafael Moneo

sferoattualità

mercoledì 16 maggio 2007

Le notizie più censurate del 2007


Su projectcensored.org, interessante sito che si occupa di "criptonotizie", passano in rassegna le notizie che secondo la loro classifica sarebbero state ignorate da tutti i mass media, e che quindi avrebbero subito una forma di censura; riporto i titoli delle prime 10:

1) Il dibattito sul futuro di Internet è stato ignorato dai media
2) La compagnia americana Halliburton avrebbe venduto tecnologie nucleari all'Iran
3) Gli oceani del mondo sono in estremo pericolo
4) I poveri ed i senzacasa stanno aumentando negli USA
5) Genocidio Hi-Tech in Congo
6) La protezione federale per chi denuncia comportamenti illegali negli uffici pubblici americani, è sempre più lacunosa
7) Personale statunitense avrebbe torturato dei detenuti in Iraq fino alla morte
8) Il Pentagono ha guadagnato l'immunità dal sistema con cui organizzazioni non governative, giornalisti e privati possono accedere negli USA a documenti pubblici e di controllo dell'operato.
9) La Banca Mondiale finanzierebbe il muro che gli Israeliani stanno costruendo al confine della Palestina
10) Gli Stati Uniti vorrebbero portare via truppe dall'Iraq aumentando però i ben più letali bombardamenti aerei

Per la lista completa, le fonti e gli approfondimenti, qui.

Sarebbe simpatico stilare una lista analoga riferita all'Italia, e una criptonotizia la riporto direttamente io:
Il 16 Aprile 2007 Beppe Grillo ha parlato, su delega di migliaia di azionisti e pur non avendo potuto rappresentarli ufficialmente per una opposizione della CONSOB, all'assemblea degli azionisti Telecom Italia, rivolgendo parole di fuoco contro il Consiglio di Amministrazione e suscitando gli applausi entusiasti della platea. I media quel giorno ed i successivi hanno evitato di riportare la notizia nei principali telegiornali (pur concedendo ampio spazio all'assemblea Telecom), o riportandola in modo frammentario o con l'intervento di Beppe Grillo tagliato nei punti più spinosi (leggi: cognomi e accuse).
In ogni caso potete approfondire per mezzo della Rete e del blog più popolare d'Italia, seguendo il banner qui a lato. Se avete altre "criptonotizie italiane" inviatemele, magari ne avremo tante da farne una classifica anche noi.

sferoattualità

domenica 13 maggio 2007

La realtà non esiste più


Che stavamo vivendo in un'epoca dove non possiamo concederci certezze, l'avevamo intuito, ma che la realtà che ci circonda è solo frutto della nostra mente, è ancora piuttosto destabilizzante. Eppure l'ultimo scossone alla "vecchia" idea che quello che vediamo è quello che è reale, è stato dato da un esperimento di un gruppo di ricerca viennese che indicherebbe, in soldoni, che la realtà come la conosciamo esiste solo nel momento che la stiamo osservando.
In effetti la ricerca sui fotoni accoppiati tramite "Entanglement", ossia legati da una particolare relazione quantistica, da diversi anni produce situazioni che alla luce della sola meccanica o delle nostre intuizioni risultano paradossi. In pratica, se prendiamo due particelle accoppiate nel senso di cui abbiamo parlato prima e le portiamo anche a distanze molto grandi tra loro, ogni variazione che effettueremo su una di esse (velocità, rotazione ecc.) produrrà la medesima istantanea variazione anche sull'altra; istantanea significa che l'informazione della variazione è trasferita in un tempo nullo all'altra particella senza contare quanto distante essa sia dalla prima (anche in un altra galassia, o dall'altra parte dell'universo). Questo naturalmente contraddice la legge della relatività secondo la quale nessuna informazione possa viaggiare a velocità superiori della luce, e lascia solo due interpretazioni: o l'informazione è trasmessa in un modo che non conosciamo ma che rispetta sempre la teoria della relatività, o le due particelle sono connesse non-localmente (ossia "si toccano" anche se sono separate da milioni di chilometri).
L'esperimento viennese esclude la prima ipotesi, o meglio esclude che ci siano variabili nascoste che possano far sì che l'informazione sia trasmessa rispettando la teoria della relatività, ma non solo: indicherebbe che la connessione non-locale da sola non sia sufficiente a spiegare il comportamento osservato, ma occorrerebbe anche abbandonare certe caratteristiche intuitive della realtà, come quella che la realtà continui ad esistere quando non è osservata.
In altre parole, la realtà che vediamo esiste solo perché la stiamo osservando. In altre ancora, è la nostra mente che crea la realtà che vediamo; concetto questo caro alle teorie dell'universo olografico di Michael Talbot, un modello scientifico che riesce a spiegare molti fenomeni che altrimenti sarebbero paradossi nei modelli classici, e che fornisce basi scientifiche ad alcune forme di misticismo. Questa affascinante teoria ci proietta in un universo dove all'intelligenza umana viene assegnata una collocazione creativa, e dove il concetto di realtà è sostituito da quello di pensiero.
Nulla di nuovo sotto il sole, se Aristotele descriveva Dio come "Pensiero di pensiero".


Approfondimenti:
Il segreto dell'Universo, Fabrizio Coppola
L'universo come un ologramma, Michael Talbot (in inglese)

sferoscienza

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