venerdì 19 ottobre 2007

Il Fiore Giallo di Kun


Quel giorno sarebbe entrato nel Kahal. Il pensiero ossessivo era ormai scolpito nella sua mente, e ondate di calore pervadevano e anestetizzavano le sue viscere ogni volta che ripeteva a se stesso quale fosse il suo destino. Così indossò il Kun-Ham, la sorta di bisaccia che tutti gli appartenenti al Fei-Ham tenevano legata alla base del ventre. Solo che quel giorno era riempita con una unità di peso locale e mezza della polvere del fiore giallo, uno dei più potenti veleni che si potesse trovare nella terra di Kun; respirarne solo una microunità conduceva al blocco del sistema nervoso e la respirazione veniva arrestata fino alla morte. Cercava di non focalizzare la sua attenzione sul fatto che anche lui sarebbe stato sottoposto all’atroce agonia, insieme alle centinaia di Kanditi che avrebbe tolto dalla faccia del pianeta. L’importante era ribadire che la superiorità del suo dio, cioè la versione di Kun che i suoi genitori gli avevano descritto quando aveva raggiunto la mezza altezza. La maggior parte dei Kanditi credevano che Kun fosse di razza Kandita, mentre a lui, della minoranza Cremisi, avevano spiegato che Kun era anch’esso un Cremisi. Inoltre il Kun dei Kanditi dispensava succo di Ropo per ringraziare delle offerte coloro che facevano dono di pani nutritivi ai sacerdoti del dio, mentre i Cremisi ricevevano la ben più prestigiosa considerazione dei sacerdoti Cremisi nelle loro preghiere. Mollok sapeva di dover rinunciare ad una incerta felicità da vivo, comunque probabile visto la agiatezza dei sui parenti, per una felicità sicura una volta nel Kahal. Lì i pani nutritivi si raccoglievano già maturati, e spruzzati di essenza di Ropo. Sull’essenza di Ropo i sacerdoti Cremisi insistevano molto, perché il succo sacro veniva da sempre dato ingiustamente ai Kanditi. Questi ultimi vivevano generalmente felici ma ignari del fatto che il Kahal, a loro, era precluso. Anzi, credevano che fosse precluso ai Cremisi. Finalmente, tra non molto, sarebbe stato circondato solamente di Cremisi, nel Kahal. Questo pensiero lo accompagnava sulla strada dell’insediamento abitativo che portava alla frazione abitata dai Kanditi. Il Kandita che stava venendo verso di lui possedeva anch’esso un Kun-Han legato al ventre, e Mollok lesse subito nei lineamenti dell’altro la stessa decisa serenità che stava provando lui stesso, e capì subito che anche le intenzioni erano, pur essendo opposte, analoghe. In meno di un millesimo di giorno maturò la convinzione che sarebbe stato altrettanto degno di merito se invece di uccidere cento Kanditi avesse salvato cento Cremisi, e così afferrò la sua lama uncinata e ruppe il sigillo del Kun-Ham, proprio mentre anche il Kandita eseguiva con lo stesso fervore, la stessa operazione. Così per la prima volta sentì l’odore del fiore giallo, acre e pungente, e non era dolce come gli avevano descritto. Il Primo Sacerdote in persona gli aveva spiegato che Kun compariva a coloro che annusavano la polvere del fiore giallo, che rimanevano così estasiati dalla visione da non sentire gli spasmi del proprio ventre alla ricerca di aria da respirare. Eppure adesso sentiva atroce ogni spasmo, e dai lineamenti dell’altro capiva che neanche l’altra versione di Kun era comparsa per alleviare il dolore del Kandita. Quando tutti gli spasmi si sommarono insieme in una rigida immobilità, prima di morire, per la prima volta si chiese su cosa altro si stesse sbagliando il Primo Sacerdote.

sferoracconti

domenica 7 ottobre 2007

I bamboccioni di Padoa Schioppa

Le infelici affermazioni del Ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa dimostrano quanto lontane siano le persone deputate a governare dalla realtà di tutti i giorni

C'è uno scollamento tra le persone che governano e la realtà del paese, e ormai ne siamo ben consapevoli anche mediaticamente grazie a Grillo, Iene e inchieste sulla cocaina in parlamento o su benefici particolari dei parlamentari. Ci sono campagne come questa rilanciata da FallaGirare.com che si schiera contro la casta politica e propone il C-day. Ma ogni volta che un politico come Paola Schioppa dà fiato a leggerezze del calibro "Fuori i bamboccioni dalle famiglie", si rabbrividisce di fronte alla conferma di quanto assenti, lontani e inconsapevoli sia questa gente dalla realtà quotidiana. E si che è notizia fresca che i poveri in Italia siano, ufficialmente, cresciuti a più di sette milioni, pari a quasi il 13% di tutti gli italiani (come gli abitanti di Emilia-Romagna e Toscana messe insieme). In questo contesto la generazione dei "Bambocioni" sta vivendo per la prima volta una condizione di precarietà sconosciuta dai propri genitori, che a vent'anni potevano facilmente vantare un contratto a tempo indeterminato; questo significa che alla povertà reale si somma quella derivante dal precariato, che comporta di non poter accedere ad un mutuo per comprare la casa, di non poter programmare un futuro in quanto si vive nell'incertezza della retribuzione, dell'affossamento dell'entusiasmo dei giovani che non possono distaccarsi economicamente dai propri genitori. Tali genitori sono per la prima volta nella storia d'Italia più ricchi dei figli, possiedono case che i questi ultimi non potranno ragionevolmente permettersi per il costo al metro quadro raggiunto, posseggono una pensione che la generazione successiva raggiungerà con molte difficoltà e incertezze dovute ai cambiamenti della legge previdenziale. Questi "Bamboccioni" non hanno il coraggio di mettere al mondo altri figli, ai quali non potranno assicure lo stesso aiuto che loro hanno ricevuto dai propri genitori, spezzando quella catena virtuosa che ci ha portato ad essere, in tre o quattro generazioni, da un popolo di contadini a benestanti. Certo i figli del ministro Schioppa tra dottorati al MIT di Boston e master a Londra, bamboccioni non si sentiranno mai.


sferoattualità

martedì 25 settembre 2007

L'universo a Cavoletto di Bruxelles


Dicono sia una delle scoperte più importanti della storia della scienza, e senz'altro è una delle più conturbanti, quella effettuata tramite una dimostrazione matematica. Ogni volta che siamo di fronte ad una scelta, in realtà le facciamo tutte, ognuna in un universo differente.

Tante storie tanti universi
L'affascinante ipotesi degli universi paralleli sembra essere stata confermata matematicamente da un gruppo di ricerca di Oxford. L'ipotesi del Multiverso risale agli anni 50 da parte del fisico Hugh Everett e nacque come possibile soluzione di alcune bizzarrie quantistiche. Il nostro universo non sarebbe il solo, ma ne esisterebbero infiniti, ognuno dei quali contraddistinto da una scelta particolare. Funziona così: ogni volta che si presenta una scelta tra due opzioni, in realtà vengono realizzate entrambe, e ognuna delle opzioni si realizzerà in uno dei due universi diramati da quello precedente. Un comportamento analogo a quello già sperimentato con i fotoni, che dovendo scegliere due percorsi in realtà li percorrono entrambi contemporaneamente (auto interferenza); come il fotone anche l'universo appare sdoppiarsi dando vita a due futuri diversi. Di conseguenza, quando si presentano più scelte, tutte le opzioni vengono prese e ognuna di loro farà conseguire un futuro particolare.

Tutte le scelte di Neo
Una elegante citazione di questa teoria è presente alla fine del film Matrix Revolution, quando Neo, di fronte all'Architetto, vede la sua immagine moltiplicata nei molteplici schermi delle pareti, in ognuno dei quali vede se stesso compiere una scelta differente tra tutte le scelte possibili. Ad esempio in uno schermo si vede ridere, in un altro arrabbiare, in un altro piangere, e così via fino a completare tutte le opzioni esistenti fino anche alle più improbabili. Nella realtà, ognuno di quelle scelte avrebbero diramato un universo ed un futuro preciso. Questo significa che ogni volta che vi sarete pentiti di non aver fatto una scelta, in un qualche universo si sarà diramato un futuro nel quale quella decisione, in effetti, la avrete presa. Oppure quando avete rischiato un incidente, allora vi sarà anche un universo in cui voi non siete sopravvissuti. E tutto questo, mi viene da pensare, sarà solo per gli universi più "prossimi" al presente attuale, mentre i più remoti vedranno ormai diramate storie completamente diverse da quella studiata nei libri, e altri uomini e altre donne, o nessun uomo e nessuna donna, e chissà cos'altro al posto nostro.

Che c'entra il cavoletto di bruxelles
Mi sembra allora più opportuno chiamare tutti questi universi, più che paralleli, universi divergenti, e lo schema di ogni porzione del multiverso (ossia dell'insieme di tutti gli universi) dovrebbe apparire simile a quella di un cavoletto di bruxelles: miriadi di diramazioni a partire da un'unica radice.
Il gruppo di ricerca guidato dal Prof. David Deutsch ha provato matematicamente che un multiverso così configurato è necessario per derivare le equazioni della meccanica quantistica che già conosciamo. Infatti abbiamo ormai cominciato da tempo ad accettare la natura probabilistica della realtà: in pratica la fisica quantistica descrive che l'esistenza di un evento viene "congelata", ovvero definita, in un particolare stato solo nel momento in cui questo evento viene osservato, mentre mancando l'osservazione l'evento stesso esiste in potenza in tutte le configurazioni possibili e contemporaneamente (la funzione d'onda dell'evento descrive le probabilità di ogni evenienza, e collassa con l'osservazione in una delle configurazioni). Così l'universo presente appare tale solo per l'osservazione che produciamo, mentre altri osservatori in universi ormai alieni stanno definendo storie e futuri differenti.

Creatori di universi o viandanti di un multiverso?
Quando un fotone collassa in una posizione piuttosto che un altra, quando decidiamo di dormire piuttosto che alzarci presto alla mattina, allora i due universi che si diramano sono creati dalla scelta oppure si tratta di preferire un percorso già tracciato come ad un bivio? Nel primo caso ogni nostro vezzo crea intere nuove realtà, nell'altro tutti i Futuri possibili già esistono, ed a ogni bivio ci moltiplichiamo per percorrere storie diverse. In ogni caso, a pensarci bene, se esistono contemporaneamente tutte le possibilità allora, in fondo, abbiamo a disposizione tutte le possibilità; si tratta solo di cercare la felicità nel ramo del multiverso che ci piace di più.

Approfondimenti:
Gli universi paralleli esistono, breitbart.com (in inglese)

sferoscienza

venerdì 21 settembre 2007

Quando eravamo liberi


Reminiscenze e miti su di un epoca in cui non esistevano monopoli su sistemi operativi ed applicazioni per l'ufficio

Alcuni anziani raccontano di un tempo lontano, quando si poteva scegliere una applicazione per scrivere lettere e documenti tra diverse alternative, e non si era costretti ad usare tutti lo stesso programma. Anche per fare i calcoli c'erano diverse possibilità, e si comprava un "foglio di calcolo elettronico" chiamandolo col sibilante termine di "spreadsheet", tra le varie proposte del mercato. Alcuni di questi anziani addirittura narrano che non solo si potevano scegliere i programmi, ma addirittura il tipo di computer! Cioè, esistevano diversi tipi di Personal Computer, ognuno dotato del loro particolare sistema operativo, differenziati per prestazioni, prezzi e fornitura di software. Ce ne sono certi che socchiudono gli occhi, sorridono beati verso il soffitto e parlano di un computer con una mela morsicata tutta colorata, e parlano di una fantomatico "Apple Due"... come se volessero farci credere che fosse mai esistito un Apple Uno! Altri ancora si inginocchiano e mormorano parole incomprensibili come "Wordstar, o Wordstar 2000". Dicono che c'era un prezzo, a tutta questa libertà; si trattava di pagare molto denaro per averli, oppure accettare di uscire dalla legalità per poter scrivere una lettera sul computer di casa. E di dover imparare strane sequenze di tasti per accedere alle varie funzionalità. Qualcuno si scriveva pure una tabellina sopra la tastiera. Certo non c'è da credergli. Scegliersi il sistema operativo.. sicuramente questi anziani hanno una memoria ormai compromessa dall'età. Anche perchè, se il mercato software fosse veramente nato libero, sicuramente a tutt'oggi avremmo ancora tanti produttori tra i quali scegliere un word processor, ormai moderno ed evoluto rispetto ai ricordi degli anziani, e la concorrenza tra questi produttori avrebbe favorito la stabilità, la sicurezza e la facilità d'uso di tutti i prodotti. Così se mi fossi trovato male con uno in particolare, come infatti spesso accade, avrei potuto cambiare. Ma dato che ai nostri giorni usiamo tutti lo stesso tipo di computer, lo stesso sistema operativo, la stessa suite di programmi per l'ufficio di un unico produttore, sicuramente questi anziani mentono, o si ricordano male. C'è chi dice che questa situazione sta cambiando, ma non so se credergli, probabilmente mentono anche loro come quegli anziani.


sferotecnologia

martedì 18 settembre 2007

20 Settembre 1870, Porta Pia e la fine del Medioevo a Roma


Il 20 Settembre del 1870 i Bersaglieri aprivano una breccia a Porta Pia ed entravano a Roma senza spargimento di sangue. Parlarne oggi significa essere tacciati di anticlericalismo. Ma perchè essere anticlericali è offensivo?

Quand'è finito il Medioevo? Alcuni storici lo datano nel 1453, con la caduta di Costantinopoli in mano ai Turchi e la fine dell'Impero Romano d'Oriente; i più nel 1492, con lo sbarco di Colombo in America. Altri ancora trascinano la fine dell'Età Buia fino al XVII secolo con lo smantellamento del sistema feudale e la nascita dell'epoca industriale. Ma Roma, caput mundi, pagò la sua antica cupidigia rimanendo nell'oscurantismo fino al 20 Settembre 1870, quando l'esercito italiano entrò attraverso una apertura di trenta metri ricavata presso Porta Pia. Fino ad allora il papa re possedeva diritto di vita e di morte sopra i suoi sudditi, comandava un esercito, promulgava leggi, coniava monete e sentenziava pene. Dopo la Breccia di Porta Pia, Roma possedeva una legislazione moderna, costituzionale e liberale. Perchè il XX Settembre non viene più ricordato? In un momento storico in cui ci si scaglia contro il buio dei regimi islamici, in cui si teme una svolta antilaicista della Turchia, perchè non ricordare in modo convinto la ricorrenza di quell'evento che, qui in Italia, ha posto fine al governo di un clero su di uno stato? Molte destre e sinistre dell'italietta politica non oseranno toccare l'argomento, e solo pochi si organizzano. Ora mi chiedo: perchè si dovrebbe aver paura di celebrare la laicità dello Stato? Forse che non si dia più per scontato ed ovvio il valore di un governo basato su princìpi oggettivi e sui quali sia permesso discutere?

Intanto, indice del bisogno di tenere sempre alta la guardia su certi fronti, nella pagina di Wikipedia Italiana ho trovato scritto, alla voce "Presa di Roma", sotto il paragrafo curiosità, la frase:

"Come manifestazione di anticlericalismo, in alcune città italiane, via XX Settembre è la via che porta al Duomo". (vedi cache di google)

Ho proposto a Wikipedia di modificare la voce con:

"A ricordo dell'inizio del moderno Stato d'Italia come lo conosciamo oggi, il XX Settembre è riportato nella toponomastica di molte città italiane, alcune volte dando il nome alla strada che porta al Duomo."

Vediamo se un qualche santo spirito casserà questa affermazione.


Approfondimenti:
Presa di Roma, Wikipedia
Medioevo, Wikipedia
Stato Pontificio, Wikipedia


sferoattualità

venerdì 14 settembre 2007

La notte del giorno reale


La separazione tra vita reale e virtuale appare sempre più labile, tanto che anche la cronaca ne viene affetta; la sfida è saper cogliere le possibilità di miglioramento dal confronto con più realtà differenti.

Nella Rete avvengono cose reali, come tragicamente confermato dal recente suicidio di un uomo di Wellington, nello Shropshire Inglese, che entrato in una chatroom di "insulti amichevoli" ha scelto di impiccarsi di fronte alla sua webcam, con gli altri utenti collegati che cercavano di dissuaderlo. La polizia inglese, che sta indagando sull'avvenimento, non può confermare eventuali responsabilità delle persone presenti nella chat in quel frangente, che dato il tema della room probabilmente avranno appesantito la depressione del pover'uomo. C'è da dire che molti pensavano ad uno scherzo, e auspicabilmente anche quell'utente che ha osservato: "Allora, salta! Guardate come trema, non è neanche capace di ammazzarsi per bene!".
Si tende spesso a pensare ad una separazione tra il mondo reale e quello cosiddetto virtuale esistente nella Rete, come se gli avvenimenti di uno non possano influenzare l'altro. In realtà negli ultimi anni abbiamo assistito ad un frammischiarsi di queste due esistenze dovuto al popolamento di mondi online come chat, comunità (social networks come MySpace), giochi (come World of Warcraft) o interi mondi (Second Life) che hanno visto incrociare vite parallele fatte di momenti rubati al lavoro in ufficio o al sonno notturno. La sovrapposizione è talmente forte che l'influenza di una delle due sfere, del reale e del virtuale, sull'altra, è completamente interscambiabile; insomma, la vita reale e quella virtuale non sono più due mondi separati, ma due aspetti della stessa realtà, bella o brutta che sia. Il bello è che sono però due aspetti sì ma completamente diversi, nel senso che il mondo virtuale potrebbe essere forse una versione breve di viaggio, ossia quel momento in cui puoi per un istante cambiare la tua vita cambiando le condizioni al contorno. Ma poiché è difficile cambiare il contesto che ci circonda, è più facile allora spostarsi magari in un'altra nazione oppure più banalmente in un altro mondo virtuale. E allora si scopre che i condizionamenti con i quali si è cresciuti possono cadere, e che si può cominciare a costruire una nuova identità con mattoni nuovi e caratteristiche maturate altrove, provando l'ebrezza di una libertà con la quale siamo ormai tutti poco avvezzi. Il senso di piacere dei mondi virtuali potrebbe essere questo: imparare a non essere imprigionati nell'immagine che un mondo si è fatto di noi, perché significherebbe limitare se stessi all'interno di una visione molto ristretta e particolare. L'altro insegnamento è che però la vita è quella fuori, e una volta provata l'ebrezza di aver sconfitto la gilda di orchi e aver conquistato il castello, partire per un viaggio vero e confrontarsi con un altro mondo ma sempre basato sul carbonio. In fondo c'è chi dice che il nostro mondo non sia altro che una simulazione eseguita da un gigantesco computer, e questa volta non è un film, ma una teoria scientifica. Magari ne riparleremo presto su queste pagine.

approfondimenti:
Second Life, Wikipedia


sferoattualità

mercoledì 12 settembre 2007

Gente maligna, Bush ed i mutui.


C'è chi pensa male, chi vede complotti e speculazioni dappertutto. C'è chi pensa che dietro all'intervento sulla crisi dei mutui americani, portata da Bush su milioni di televisioni in prima serata, ci sia il tentativo di turbare il mercato. Oops, ho sbagliato parole, al posto di "turbativa" avrei dovuto parlare di "turbolenza", come ha detto il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi rivolgendosi al pubblico intervenuto nell'Università di Brescia a proposito della crisi mondiale. Certe persone infatti, arriverebbero a sostenere che la visibilità data all'aumento delle rate dei mutui americani a tassi variabili voleva servire solo a scatenare reazioni tali da frenare una, a loro dire, quasi rovinosa caduta del dollaro. Caduta che poi rovinosa non è, perché ci sarebbe per fortuna l'euro, e la BCE che mantiene tassi di interesse alti (anzi minaccia di alzarli ancora per fermare l'inflazione; ma non ci avevano detto che l'inflazione era solo una sensazione non non confermata dagli studi?) e in questo modo l'euro rimane forte, molto forte sul dollaro. E così, secondo queste menti maliziose, le esportazioni americane reggono a spese degli europei, e la caduta del dollaro, ecco, non è poi così rovinosa. Basta che non si metta anche l'Iran a chiedere di pagare il proprio petrolio in euro anzichè in dollari, che colpo che sarebbe per il bigliettone verde; c'è pure chi dice che la Guerra del Golfo fu fatta anche perchè Saddam voleva farsi pagare in euro dai francesi e dai tedeschi (infatti loro sì che erano contrari alla guerra). Certo, se il dollaro si dovesse confrontare solo con lo yen, o con lo yuan cinese, sarebbe dura perché quei governi hanno risposto alla caduta del dollaro deprezzando anche le loro valute, proteggendo così la loro competitività, ma non così ha agito la BCE. Poco importa se poi i giovani europei, in Italia, in Spagna o altrove, un mutuo proprio non lo possano accendere, con i prezzi delle abitazioni tenuti artificialmente alti per gli investimenti dei fondi immobiliari e la Spada di Damocle dei tassi variabili, caratteristici dei mutui con rate iniziali meno dure, sponsorizzati dai reparti marketing delle banche che ormai non riescono più a vendere i loro costosi prodotti finanziari a tasso fisso. Ma questa strategia non era già andata tanto male negli USA da costringere Bush a parlare dei mutui in prima serata? Bah.

sferoattualità

venerdì 31 agosto 2007

S. Tommaso, Dio o l'Energia Quantistica del Vuoto


E' interessante rivisitare in chiave moderna le Cinque Prove dell'Esistenza di Dio postulate da S. Tommaso d'Aquino, riscritte in termini attuali, sostituendo all'idea di Dio quella quantistica di "Energia del vuoto".
Infatti l'Energia del Vuoto provoca fluttuazioni quantistiche in grado di creare materia dal proverbiale nulla, e si presta molto bene a questo "esperimento":

Prima prova (Ex Motu): Ogni oggetto che si muove lo fa perchè mosso da qualcos'altro, quindi deve esserci un motore primo che sia stato, da fermo, capace di iniziare il movimento alle cose. Infatti procedendo a ritroso a motori sempre precedenti, sarebbe come dire che non ci sia mai stato un qualcosa che fosse già in movimento senza essere stato mosso da qualcosa precedentemente in moto, e quindi senza questo prima anello della catena sarebbero impossibili i movimenti successivi, che però vediamo esistere: QuestoMotore Primo, non mosso da altri motori precedenti, deve allora esserci effettivamente stato e lo chiamiamo Dio Energia del Vuoto.

Seconda prova (Ex Causa): Ogni effetto è il risultato di una causa che lo ha generato, essendo però anch'essa l'effetto di una causa precedente; non essendoci causa non ci sarebbe l'effetto, e procedendo all'infinito all'indietro equivarrebbe ad eliminare la prima causa e quindi tutti gli effetti a seguire. Ma dato che noi vediamo continuamente cause ed effetti, ci deve essere stata quella causa originale che ha fatto scaturire tutta la catena seguente: questa causa, non effetto di cause precedenti, la chiamiamo Dio Energia del Vuoto.

Terza prova (Ex Contingentia): Ogni cosa esistente è contraddistinta da un inizio e da un termine; questo termine sarà l'inizio di cose nuove, anch'esse destinate a finire. Quindi ogni cosa esistente, essendo temporanea (contingente) avrà avuto bisogno di cose che esistevano prima di questa, e dato che non è possibile procedere all'infinito a ritroso, perchè altrimenti si escluderebbe la cosa che esisteva all'inizio e quindi tutte le successive, questa cosa che esisteva all'inizio, senza cose precedenti, la chiamiamo Dio Energia del Vuoto.

Quarta prova (Ex Gradu): Siamo consapevoli dell'esistenza di vari gradi di perfezione nel mondo; ma possiamo accorgercene solo perchè possiamo fare dei confronti tra cose che posseggono meno perfezione e cose che ne posseggono maggiormente: ora, se esiste una scala della perfezione deve esserci anche il 100% di perfezione, e questo 100% lo chiamiamo Dio Energia del Vuoto.

Quinta prova (Ex Fine): Alcuni oggetti inanimati, come una freccia lanciata verso un bersaglio, posseggono un fine (il bersaglio) che non gli appartiene, ma imposto da una intelligenza superiore (l'arciere). Quindi deve esserci stata una entità cosciente iniziale, non essendo possibile procedere a ritroso all'infinito pena l'eliminazione di essa e di tutti i fini successivi, che ha impostato il fine di tutte le cose esistenti e che chiamiamo Dio Energia del Vuoto.


Approfondimenti:
La materia primordiale dell'universo, il Big Bang da una fluttuazione quantistica del vuoto
Energia del Vuoto, Wikipedia

“In principio era il vuoto: e dal vuoto, per una debole
fluttuazione quantistica é emerso con il lacerante
scoppio del big bang, l'universo, la materia,
il tempo, lo spazio”
(Albert Einstein)


sferoscienza

lunedì 16 luglio 2007

Il bavaglio alla Rete

Un recente studio pubblicato dalla At&T vorrebbe dimostrare l'utilità economica di selezionare i contenuti che passano nei cavi di Internet in base a dei criteri oggettivi (cioè i contenuti per cui si paga, e gli altri). L'attacco al Web 2.0 delle multinazionali.

L'uguaglianza digitale

C'è una particolarità, qua in giro su Internet, che rende la Rete una preziosa conquista dell'umanità: la netraulità. La Net Neutrality è la caratteristica che garantisce la stessa importanza ai pacchetti di informazione che passano nei cavi di Internet, sia che voi stiate rispondendo ad una email della fidanzata, sia che stiate scrivendo il sito della Microsoft. Tim Barners, uno dei più famosi creatori della Rete, racconta a questo proposito: "La rete non guardava all'interno dei pacchetti. È stata la purezza di quel progetto, e la rigorosa indipendenza dai legislatori, che ha permesso ad Internet di crescere e essere utile". La Net Neutrality ha un nemico: si chiama Internet a due velocità, ed è il progetto, sorretto da proposte legislative americane, che vorrebbe dotare l'attuale infrastruttura che si occupa di trasportare il carico di informazioni di una intelligenza che dia la priorità ad alcune informazioni rispetto ad altre considerate meno importanti: si giungerebbe così ad una bassa velocità per l'uso di tutti i giorni, blog ed email comprese, ed una alta vel0cità per i servizi dei soli utenti che ne richiedono - e pagano - l'accesso, come alcuni costosi collegamenti aziendali o per abbonati a servizi particolari (es. televisioni via cavo). Tra i maggiori nemici della Net Neutrality c'è il colosso delle comunicazioni americano At&T. La multinazionale ha da poco pubblicato uno studio che dimostrerebbe come una rete neutrale costerebbe molto di più di una a due velocità, e punterebbe quindi sul quel modello di sviluppo "classista". Molte altre multinazionali sono schierate su questa posizione, e la stessa Google ultimamente appare piuttosto tentata da questa metà oscura.

Dubbi italiani

C'è chi grida all'attacco alla netraulità della Rete anche in Italia, e in particolare per l'offerta Alice TV che propone accesso ad alta velocità collegata a servizi di abbonamento televiso attraverso un decoder. Il problema denunciato consisterebbe nel fatto che Telecom Italia, nella sua posizione dominante, offrirebbe un servizio non replicabile allo stesso prezzo dai concorrenti, creando di fatto una disparità di accesso tra i suoi abbonati e quelli degli altri Provider. Non solo, potrebbe rappresentare in effetti l'inizio di una Internet a due velocità come definito prima, una per gli abbonati ad Alice Tv, ed una per tutti gli altri.

Le Conseguenze di una Rete non neutrale

Forse costerebbe meno (ma sicuramente non Italia, dove il monopolio de facto di Telecom Italia costringe il mercato a prezzi doppi rispetto a quelli che la stessa Telcom Italia fa pagare in Francia). Ma il prezzo che avremmo pagato sarebbe la nostra libertà; la libertà di non avere strumenti digitali che analizzano quello che scriviamo e ne decide l'importanza, e di poter essere presenti in rete alla pari con le testate giornalistiche blasonate - e finanziate dalle lobby di qualche mercato. Perderemmo la libertà di far arrivare il nostro blog al primo posto dei motori di ricerca anche se ce lo meritiamo e scriviamo contenuti interessanti, o di ricevere contenuti multimediali senza aver pagato un adeguato abbonamento. Senza contare le infinite possibilità di censura che offrirebbe questo modello; non solo sui contenuti, ma anche a chi utilizzasse ad esempio Linux al posto dei sistemi operativi delle multinazionali. Molto verosimilmente la rivoluzione collaborativa del Web 2.0 ne sarebbe soffocata, e moriremmo tutti tra bellissime e velocissime pubblicità di detersivi.



Approfondimenti:
Rete neutrale? Washington se ne lava le mani, Punto Informatico
La rete neutrale costa di più?, Visionpost.it

sferotecnologia

venerdì 13 luglio 2007

Colpa dei napoletani

Le conseguenze estreme del’interruzione del rapporto cittadino-politica, quando l’aver mal operato non comporta l’esclusione dal sistema di governo e di responsabilità, i napoletani che adesso si indignano ma che non cacceranno via le persone che li stanno intossicando di monnezza

Non c'è giustificazione che tenga, la monnezza di Napoli si fa urlare vergogna da tutto il mondo. Non potremmo dirci, noi italiani, in un paese civile finchè l'ultimo sacco di immondizia non sarà stato tolto dalle strade. Perché è chiaro che una situazione così disastrosa non si crea da un momento all'altro ma ha sempre delle radici, dei disservizi di fondo che nascono lontano; e allora dove erano gli amministratori quando le discariche chiudevano senza individuare nuovi siti, quando i primi cumuli nauseavano case e vicoli, e dove erano i napoletani? Che questa emergenza avesse potuto verificarsi altrove, non ci credo. E' accaduta in Campania, la patria dell'abusivismo, del tiramo a campà, dello stato che non c'aiuta, del tanto c'arrangiamo, del passo col rosso tanto lo fanno tutti, del casco non me lo metto che mi spettina. Non avete più scuse, amici napoletani, non siete più simpatici, non ci sembrate più una città di furbi, non ci fate più ridere. Ci fate vergognare. La vergogna di sapere che i consolati americani sconsigliano per motivi sanitari ai loro connazionali di andare a Napoli. Ma più in generale, la vergogna di essere incapaci di governare, di scegliere i propri rappresentanti e soprattutto la vergogna di non cacciarli quando non si dimostrano all'altezza del bene comune.

Approfondimenti:
Napoli siamo noi, Giorgio Bocca, ed. Feltrinelli

domenica 8 luglio 2007

L'illusione di Kyoto


Come funziona il Protocollo di Kyoto in pratica, quanto costa ad ogni famiglia italiana in tasse e bollette, chi ci guadagna e perché non salverà il mondo


Come funziona in pratica il protocollo di Kyoto

C'è una legge in Italia, il Decreto Legislativo 216/06, che definisce quando una azienda debba entrare a far parte del sistema deciso nel protocollo. Tutte le aziende interessate richiedono allo stato delle quote disponibili di CO2, espresse in tonnellate, a seconda di quante ne avevano consumate i tre anni precedenti. Lo stato ne assegna un po' di meno di quelle che servirebbero, nell'ottica di diminuire le emissioni totali del 6,5% (per l'Italia) entro il 2012. A questo punto l'azienda deve costituire un sistema di gestione che monitorizzi le emissioni di anidride carbonica che produce, quindi deve, a seconda dei suoi cicli produttivi, fare prelievi, analisi, calcoli e stime che diano un conteggio di quante tonnellate di anidride carbonica abbia emesso in atmosfera in un anno. Alla fine di ogni anno, entro Aprile, l'azienda deve chiamare un ispettore di un ente di controllo, autorizzato dal ministero dell'ambiente, che verifica i conteggi in base ai documenti aziendali ed a una ispezione agli impianti. L'ispettore scrive un rapporto e propone al suo ente di convalidare, o di non accettare, i conteggi fatti dall'azienda; in caso positivo l'ente emette un certificato che autorizza l'azienda a comunicare al ministero dell'ambiente il conteggio riscontrato. Ora, se le tonnellate emesse sono minori di quelle ricevute in quote allora è una azienda virtuosa, e non solo non deve pagare altro, ma può vendere le quote avanzate nei Mercati delle Emissioni appositamente creati a livello mondiale. Se invece ne ha consumate troppe, allora ha poche possibilità: o compra delle quote dalle aziende virtuose, oppure paga una multa pari a 40€ per ogni tonnellata di troppo. Altra possibilità è fare degli investimenti nei paesi in via di sviluppo finalizzati alla riduzione in quei luoghi di emissioni di CO2, cosa questa che fa guadagnare altre quote.

Quanto costa ad ogni famiglia italiana

Il protocollo di Kyoto, naturalmente, costa. Costa alle aziende che devono implementare il sistema descritto sopra, perché devono assumere dei consulenti che le dicono come effettuare i conteggi, pagare le analisi di laboratorio necessarie, dedicare delle risorse umane alla gestione ed alla implementazione del sistema, pagare l'ispettore e l'ente di verifica, e infine, se come succede quasi sempre hanno prodotto più anidride carbonica di quella concessa, pagare le sanzioni risultanti oppure comprare altre quote, per spese che possono essere di alcune decine di migliaia di euro come di milioni di euro per le aziende più grandi. Ed a pagare siamo tutti noi, attraverso i prodotti che compriamo e attraverso le bollette dell'energia consumata. Infatti tutto il sistema si traduce in costi di produzione maggiori, e di conseguenza di prezzi dei prodotti maggiori. Per i prodotti di normale consumo il prezzo viene calmierato dal mercato di libera concorrenza, ossia l'azienda che vende un prodotto si accolla gran parte di questo aumento per rimanere competitiva nel mercato, mentre nei regimi di monopolio come è stato finora quello dell'energia elettrica per le famiglie, il 100% del costo sostenuto dall'Enel viene riversato direttamente in bolletta (circa il 2% della bolletta). Infatti l'Enel non era tra le aziende virtuose, checché ne dica la pubblicità, e ha dovuto acquistare milioni di euro di quote di CO2 per i consumi in eccesso, facendocele pagare a noi.


Perchè il protocollo di Kyoto non salverà il mondo

Prima di tutto perchè ci sono buone possibilità che il mondo si salvi da solo. Dal grafico che vedete riportato infatti si vede che la temperatura media della terra negli ultimi 420.000 anni ha subito delle oscillazioni periodiche in concomitanza con alcuni cicli del nostro sole. Quindi la maggior parte del riscaldamento globale è dato dalla maggior radiazione solare che investe la terra, e non dalla produzione di CO2 dell'uomo. Di conseguernza quando questa fase solare sarà passata, le stagioni riprenderanno il loro normale corso, come è avvenuto anche in passato. Poi c'è da dire che i due maggiori produttori di anidride carbonica nel mondo, Stati Uniti e Cina, non hanno sottoscritto il protocollo di Kyoto, rendendo poco importanti gli sforzi degli altri stati partecipanti. Inoltre la CO2 non è l'unico gas serra, ma ne rappresenta solo una piccola quantità essendo la stragrande maggioranza della responsabilità dell'effetto serra dovuta all'umidità dell'aria, ossia... alle nuvole. Ora, sembra che raggiungere una diminuzione del 6,5% nelle emissioni di Gas Serra nel 2012 per l'Italia, e per altre stati, sia un obiettivo impossibile (è meno difficile per gli stati che posseggono centrali nucleari), e saremo costretti a pagare, come nazione, delle sanzioni di miliardi di euro. Ma anche se riuscissimo nell'obiettivo, tale riduzione sarebbe pressoché ininfluente di fronte alle variazioni climatiche dovute alla radiazione solare. Conclusioni: stiamo facendo degli sforzi nella direzione sbagliata, e i dati per capirlo sono alla portata di tutti.

Andamento della concentrazione di CO2 (in verde) e della temperatura (in blu) della Terra negli ultimi 480 mila anni; gli aumenti dell'ultimo cinquantennio sono in linea con le oscillazioni periodiche correlate all'entrata in fase, ogni circa 100 mila anni, di alcuni cicli solari (Petit et al., 1999).


Ma allora chi ci guadagna?

A guadagnarci sono tutti quelli che lavorano nel campo dell'Emisison Trading, intanto, come consulenti aziendali, chimici, laboratori analitici. Tutto il sistema di controllo, enti autorizzati, ispettori. Tutti quelli che fanno allarmismo e vendono libri. I politici che guadagnano voti con l'ambientalismo demagogico. E' facile capire come tutto questo, moltiplicato a livello mondiale, fa girare miliardi di dollari. Si pensi inoltre che è stato creato un intero nuovo mercato, per lo scambio di quote di CO2, con quotazioni aggiornate e possibilità speculative enormi, essendo un mercato poco conosciuto e molto instabile. E comunque nel libero mercato far girare soldi produce sempre benessere, ma per pochi, a scapito delle piccole e media aziende che non hanno risorse per accedere ai meccanismi più redditizi del mercato delle emissioni, e dei contribuenti e consumatori che finanziano, quasi sempre inconsapevoli, tutto questo bel gioco.

Conclusioni

Il riscaldamento globale è una realtà, minacciosa, innegabile. La nostra generazione rischia di conoscere sconvolgimenti climatici come non ce n'è memoria a livello storico; proprio per questo lo sforzo a livello mondiale deve essere enorme, ma ben indirizzato. Prima di tutto deve essere convogliato negli aiuti a quei paesi che non hanno mezzi propri per arginare alluvioni e desertificazioni. Poi deve essere investito nella ricerca e nella tecnologia di nuove fonti energetiche e del miglioramento delle esistenti, nelle biotecnologie per migliorare le produzioni agricole e renderle più resistenti. Soprattutto deve essere superato Kyoto e le sue inefficienze di fondo, e creato un meccanismo globale, con tutti dentro, che gestisca i cambiamenti che ci aspettano.


Approfondimenti:
Variazioni climatiche, Adriano Mazzarella, Prof. Climatologia Università di Napoli Federico II
Mutamento climatico, Wikipedia (in inglese, la pagina in italiano è ancora molto lacunosa)
Il sistema Europeo di Emission Trading, Laura Monni, ambientediritto.it


sferoattualità

lunedì 2 luglio 2007

Il panorama negato


Si viene a sapere che in Italia non si possono fotografare e pubblicare opere di architetti in vita o deceduti da meno di 70 anni; contrariamente a quanto succede nel resto del mondo civile e incivile, infatti, in Italia vige la legge 633/1941 per cui non vale il principio che il panorama è di tutti. Questa mostruosità legislativa del Regno d'Italia farà rimuovere da Wikipedia le opere architettoniche più famose, dalla Stazione di Milano alla Chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, togliendo la possibilità al mondo di godere di quelle (poche) opere moderne di cui possiamo essere orgogliosi. Ancora una volta quell'aborto burocratico che è la SIAE contribuisce a tenere l'Italia in uno status di inciviltà utile a pochi e ingiusto per tutti, umiliando la cultura e la libertà di informazione: per capire la gravità della situazione italiana basta confrontare per esempio questa pagina, riferita all'Annunciazione di Leonardo conservata al Museo degli Uffizi, del tutto priva di riferimenti fotografici, con l'equivalente in inglese, in cui l'immagine dell'opera è effettivamente presente (e questo vale per qualsiasi altra lingua in cui la pagina è tradotta). Il motivo nella fattispecie è una diffida inviata a Wikipedia a pubblicare contenuti conservati nei musei fiorentini, e che ha censurato solo il pubblico italiano privandolo della visione delle immagini delle opere durante la consultazione della più grande enciclopedia del mondo. Analogamente, l'opera di un architetto italiano vivente fotografata in un altro stato potrebbe circolare liberamente in rete mentre la fotografia scattata alla vostra ragazza sotto il Pirellone non può essere pubblicata nel vostro Blog a meno di chiedere l'autorizzazione ai detentori dei cosiddetti diritti. Ma con questo principio, in teoria, qualsiasi edificio moderno costruito in Italia nell'ultimo secolo non può essere pubblicato, perché qualcuno che avrà firmato il progetto ci sarà pure e se lo volesse potrebbe sempre rivalersi per lesione del diritto d'autore; vedremo presto cancellare le immagini di città intere dalla Rete prima che i burocrati italiani muoiano finalmente di vecchiaia?

P.S. Nella foto ci sono io perplesso davanti al Museo della Scienza di Santiago Calatrava a Valencia (ne parlo qui), un complesso che non incontra molto i miei gusti ma se nell'immagine stessi ammirando un'opera in Italia non avrei potuto pubblicarla.

Approfondimenti:
Wikipedia cede al diritto d'autore italiota, Punto Informatico

Diritto di Panorama, Wikipedia
Legge 633/1941


sferoattualità

martedì 26 giugno 2007

Figli di una galassia minore

Una recente teoria, allo stesso tempo suggestiva e angosciante, ipotizza che il nostro sistema solare, Terra compresa, non appartenga alla Via Lattea come da tempo ormai abbiamo imparato a conoscere bensì a questo strano ammasso di stelle, diecimila volte più piccolo della prima, chiamato Galassia Ellittica Nana del Sagittario. L'entità celeste in questione è una galassia ellittica che gli scienziati conoscono essere sotto l'influenza gravitazionale della Via Lattea, e che si sta letteralemte sfilacciando fagocitata dalla ingombrante vicina. In uno di questi filamenti ci troveremmo dentro noi, catturati ormai nel piano dell'ellittica della Via Lattea ma generati quindi nel seno di un altra madre. Le osservazioni sulle quali nasce l'ipotesi si basa sull'angolo che il nostro sole compirebbe intorno alla spirale maggiore, differente da quello delle stelle intorno e che quindi sarebbe dovuto ad una direzione iniziale differente, cioè all'orbita polare che l'altra galassia sta compiendo intorno alla Via Lattea (come nella simulazione qui accanto). In definitiva la Terra ed il sistema solare avrebbero avuto origine nella Nana Ellittica del Sagittario (se si dimostrerà vera la teoria propongo di trovare un nome nuovo un pò più rispettoso...), e quando questa ha iniziato a collidere con la Via Lattea volteggiandole intorno, pezzi di filamenti stellari sono rimasti inglobati nella galassia maggiore. Nell'articolo si spingono anche a proporre spiegazioni per una energia solare in eccesso dovuta allo strano moto del sole all'interno della Via Lattea, che porterebbe ad instabilità periodiche come quella che sta contribuendo al riscaldamento globale, ed alla presenza di vita sulla Terra che sarebbe stata favorita proprio dalle condizioni particolari che favoriscono la disponibilità di carbonio, mattone fondamentale per la chimica organica ed il DNA. Tutto questo non ci cambierebbe molto, umanamente parlando, dato che la collisione avviene nell'arco di milioni di anni, forse miliardi, ma ci sposta ancora più dal centro dell'Universo dove eravamo prima della Rivoluzione Copernicana, e ci pone in una posizione precaria, orfani di madre e in un'orbita non ancora ben definita. Ma dopo che la realtà non esiste più, perdere anche una legittima maternità non dovrebbe essere un colpo troppo duro da sopportare.

Approfondimenti:
Il nostro sole è di un altra galassia?, Bad Astronomy
Università della Virginia:

La nostra galassia è un cannibale (in inglese, fonte della foto piccola)
Steven R. Majewski (in inglese, autore dello studio sulla Nana del Sagittario)


sferoscienza

Modificato il 30/06/07 da bandolero

venerdì 22 giugno 2007

Sferoidale è censurato in Cina

Magari era da aspettarselo visto che qui si parla senza remore di tutte le censure, ma pensare che ad un sesto della popolazione mondiale è vietato accedere a questo blog, fa quasi paura. Su questo sito potete infatti controllare se un url web sia o no bloccato dal governo cinese. La Cina è senz'altro, per numero, il più grande censore del mondo in quanto il governo comunista si è prefisso di impedire ai propri concittadini di accedere a qualsiasi sito mondiale che non sia giudicato conforme nei suoi contenuti. Anche se per i più esperti questo tipo di censura risulta facilmente aggirabile, in realtà si tratta del più grande esperimento di controllo a livello globale da parte di un governo o istituzione, aspirando a controllare la navigazione di un miliardo di persone, ed è un esperimento che sviluppa una tecnologia utilizzata poi anche da altri stati, compresa l'Italia, per oscurare indirizzi giudicati in qualche modo pericolosi. L'italia utilizza tale tecnologia per combattere siti pedopornografici situati su server esteri e quindi non sequestrabili dalle forze di polizia, e più discutibilmente anche per siti di casino online non conformi alla legge italiana (leggi: che non versano denaro nelle casse dei monopoli di stato). Anche se quest'ultima trovata dell'ultima finanziaria è caduta sotto i colpi del Tar del Lazio che l'ha giudicata illegittima, fa specie notare come anche i nostri beneamati politici possano lasciarsi affascinare dalla metà oscura del controllo.

Approfondimenti: FAQ su Great Firewall of China

sferoattualità

lunedì 18 giugno 2007

Il Gay Pride, il traffico e le uova marce


E' una questione semplice: l'ostentazione da fastidio, sempre. Mi chiedo quale sia l'obiettivo di questa gente; dovrebbe essere, da un punto di vista di pura comunicazione, quello di dimostrare di far naturalmente parte della società invece di far passare un messaggio del tipo siete costretti ad accettare il modo in cui ostentiamo le nostre preferenze sessuali. E' una costrizione mediatica perché se ne parla da settimane e settimane prima, si ascoltano opinione e dibattiti, e la sensazione complessiva è quella di essere di fronte ad un problema invece che ad una affermazione di libertà. Il risultato è generare reazioni contrarie, magari in puro stile provocatorio come il basta froci che ha tappezzato Roma; lontano dalle condanne politiche e dalle dichiarazioni ufficiali quella frase stampigliata sui muri cavalca l'onda generata dalla stessa manifestazione, e si diffonde un "c'hanno ragione" latente negli occhi dei romani divertiti. Ed è vero che c'è troppa ostentazione di omosessualità, al cinema, in televisione, con una predominanza rispetto alle rappresentanze reali nella società marcatamente sbilanciata, e l'accettazione cordiale ricevuta attraverso quei mezzi straordinari corre spesso sul filo dell'esagerazione; la volgarità del Gay Pride è una cannonata a quell'equilibrio. Ci si renderà conto che nei fatti di Mosca, dove poliziotti russi hanno preso a pugni parlamentari europei e attivisti omosessuali che protestavano contro il divieto di sfilare, mentre anziane massaie ortodosse tiravano uova, ebbene lì la gravità più grande non sta nell'accaduto di cronaca, bensì nella ilarità che si è diffusa (avete sorriso sapendo delle uova, vero?) e dal pericoloso, leggero senso di rivincita che quelle immagini hanno fatto provare a tanti, basti aver sentito i commenti nei bar o negli uffici. E dire che è proprio in quelle piazze che avrebbe senso manifestare per le libertà, è troppo facile paralizzare il traffico di Roma e pensare di aver cambiato il mondo.

sferoattualità

mercoledì 13 giugno 2007

Lettera per far passare lo zio a Linux

Dieci motivazioni , preconfezionate, da spedire allo zio o alla ragazza per convincerli ad usare GNU/Linux al posto di Windows

Perchè dovresti provare ad usare Linux:

1) Non devi comprarlo. Se hai una attività professionale risparmi il costo della licenza di Windows per ogni computer che usi. E, in questo modo, è legale.

2) Non devi cancellare Windows. Puoi tenerlo sullo stesso Hard Disk e scegliere all’accensione del PC quale sistema caricare, e lasciare una opzione automatica nel caso non avessi voglia di scegliere. Lo so, non si è mai abbastanza pigri.

3) Non devi comprare un antivirus, e non devi preoccuparti di tenerlo aggiornato. I virus per Linux sono praticamente inesistenti. E quindi non ti si succhia il 10% della potenza del PC per analizzare ogni singolo file in uso. Certo, bisogna rinunciare alle pagine porno che ti si aprono da sole sullo schermo.

4) Non è più complicato di Windows, specialmente se lo utilizzi per l’ufficio o per navigare in Internet. Anzi, è anche più facile, e infinitamente più sicuro. E non dare retta, che Youtube funziona lo stesso.

5) Non devi cercare i driver per le tue periferiche, in particolar modo se hai un PC con una configurazione standard; allora è anche più immediato di Windows perché i driver li ha già tutti lui e li mantiene aggiornati.

6) E’ più bello di Windows Vista e ha più effetti speciali, se ti piacciono, utilizzando dei programmi che si chiamano Compiz oppure Beryl. Wow. In più puoi personalizzare tutto il desktop, facilmente e in breve tempo; colori, tipo di bordi delle finestre, trasparenze ed ombre. Puoi anche appiccicare la barra del menu di sopra, o di lato, o accorciarla, o toglierla.

7) Installare un programma è più semplice che da Windows, si fa partire un altro programma che ti fa scegliere quello che vuoi da una lista e te lo installa da solo. Sì, anche i giochi.

8) Se conosci un Geek (un appassionato di computer che di solito usa Linux) sei a cavallo: basterà dirgli che vuoi abbandonare “Uinzozz” (diglielo proprio così) e per sua religione sarà felice di lasciare eventuali mogli e figlie in vacanza per venire ad installarti lui stesso Linux. Se poi farai vedere di essere contento e di meravigliarti quando ti fa vedere gli effetti speciali del desktop, stupidate del tipo delle finestre che diventano gelatina quando le muove, si dimenticherà anche della cena che gli avevi promesso e ti sarai guadagnato assistenza tecnica gratuita a vita. Se non hai un amico così, in Internet ne troverai a centinaia (la chiamano “la comunità”).

9) Linux ha molte “Fragranze” tra cui puoi scegliere. Si chiamano “Distribuzioni”, e le ultime che sono uscite sono molto carine e funzionali. Le differenze tra le une e le altre le imparerai con il tempo, per molti Geek sono come la squadra di calcio per cui fanno il tifo. Alcune Fragranze con cui iniziare potrebbero essere “Ubuntu 7.04” oppure “Fedora 7”, ma se hai un amico Geek potrebbe consigliarti quella che piace di più a lui. Non lo contraddire, o si arrabbierà molto su questo argomento.

10) Il nuovo Windows Vista, ancora non lo sai ma possiede alcune tecnologie di controllo e di vera e propria censura che potrebbero essere attivate in qualsiasi momento, e che per certi versi sono già attive, che ti impedirebbero per esempio di ascoltare la tua raccolta di MP3, di provenienza non certa , o di copiare un mp3 acquistato in rete sul tuo lettore portatile, o in genere di far funzionare cose che non siano state previste dalla Microsoft. Il problema in questione sono le tecnologie DRM, che sono integrate in Vista e non possono essere disabilitate dagli utenti. E' un pò come se non fossi più completamente il padrone del computer che hai comprato, limitando di fatto la tua libertà.

sferotecnologia

giovedì 7 giugno 2007

Il telefono subspaziale


I fenomeni esotici ottenibili nel campo della fisica quantistica posseggono molte applicazioni tecnologiche interessanti, alcune di utilizzo comune come alcuni tipi di componenti elettronici, altre in fase di studio come i computer quantistici, ed alcune solo teorizzate, come i viaggi nel tempo. Un'applicazione teorica dei principi quantistici è un ipotetico "Telefono subspaziale", un apparecchio che comunica a velocità superiore a quella della luce; infatti, una macchina teorica composta da un ricevitore e da un trasmettitore, entrambi contenenti uno di due fotoni accoppiati (abbiamo già parlato di fotoni entangled), la prima in grado di scrivere almeno due stati fondamentali 1 e 0 sul fotone (in realtà un qubit può avere più di due stati fondamentali) e l'altra di leggere la variazione istantanea del secondo fotone, sarebbe in grado di instaurare una comunicazione immediata a qualunque distanza queste vengano portate. Il "cavo" di trasmissione sarebbe sostituito da un canale informativo molto più veloce delle onde radio, più veloce quindi della luce, talmente veloce da essere istantaneo a qualsiasi distanza nell'universo. Di qui a passare al telefono subspaziale nascono degli ostacoli tecnici per ora insormontabili (dove lo metto un fotone?), ma una macchina del genere è senz'altro realizzabile secondo le leggi della fisica. Un apparecchio del genere avrebbe anche un'altra, importante, caratteristica: realizzerebbe la comunicazione più sicura che si possa immaginare; infatti l'unico modo di poter intercettare la conversazione sarebbe quello entrare in possesso dell'apparecchio ricevente, ossia di possedere il fotone accoppiato con quello del trasmettitore. Anche se può sembrare un racconto di fantascienza, comunicazioni alternative alle onde radio che utilizzano principi quantistici sono in fase di studio molto avanzati: un esperimento effettuato da scienziati dell'ESA nei laboratori alla Canarie, hanno instaurato una comunicazione quantistica su una distanza di 147 Km, riuscendo a trasferire una informazione trasportandola attraverso dei fotoni che la conservano non in base all'energia posseduta (come avviene con le comunicazioni radio) ma in base allo stato quantico in cui si trovano; è solo il primo passo verso il telefono subspaziale, ma da qualche parte bisogna pur cominciare ed i fan di Star Trek già sono in fermento.

Approfondimenti:
Il teletrasporto in laboratorio, articolo del CICAP
Entanglement, Wikipedia

sferoscienza

venerdì 1 giugno 2007

Il progetto del terrore


Sento sempre più persone che cominciano a pensare che la teoria del complotto riguardo all'11 settembre, ossia la teoria che assegnerebbe responsabilità dirette all'amministrazione Bush nel creare il casus belli, suoni abbastanza credibile; molte di queste però si rifiutano di credere che un governo democratico possa arrivare ad arrecare danni (uccidere) i propri cittadini per volgere l'opinione pubblica a proprio favore. Eppure l'americana ABC ha recentemente pubblicato un articolo scritto però nel 2001, dove si svelano dei piani risalenti al 1962 e mai realizzati, riguardanti delle azioni di intelligence volte a creare le condizioni socio-politiche per l'invasione di Cuba.
Il documento descrive una operazione di nome in codice 'Northwoods' grazie alla quale, attraverso delle azioni ben determinate, si sarebbe voluto creare giustificazioni a livello di opinione pubblica e internazonale ad una azione militare di grande portata. Queste azioni, elencate in un apposito allegato del documento, alcuni stralci pubblicati dal sito in inglese Truthera, ipotizzavano tra l'altro di:
- Fare esplodere munizioni e appiccare incendi nella base [riferita alla base americana di Guantanamo];
- Sabotare e incendiare aerei all'interno della base;
- Attaccare con colpi di mortaio la base stessa;
- Catturare squadre d'assalto avvicinatesi via mare o in vicinanza di Guantanamo;
- Catturare dei gruppi guerriglieri che attaccano la base;
- Incendiare una nave nella baia (e si suggerisce anche di utilizzare il naftalene per assicurare un fuoco ben visibile);
- Affondare una nave vicino all'entrata della baia e celebrare dei funerali per una decina di false vittime;

A queste azioni gli USA avrebbero potuto rispondere con delle azioni militari tese ad assicurare le forniture di acqua ed energia e a distruggere l'artiglieria che minaccierebbe Guantanamo. Si indica poi di creare un evento del tipo "Remember the Maine!", (frase divenuta popolare in america in riferimento all'affondamento del vascello Maine avvenuto nel 1898 e che scatenò la guerra Ispano-americana, affondamento che invece era dovuto ad un banale incidente di bordo), ovvero di provocare un evento drammatico che generasse un'onda emotiva nell'opinione pubblica, e che quindi giustificasse l'inizio di una vera e propria guerra. Precisamente si suggerisce di mettere in pratica uno degli eventi seguenti:
- Far esplodere una nave a guantanamo ed incolpare Cuba;
- Fare esplodere una nave senza identificativi ovunque nelle acque cubane, meglio ancora se in vicinanza di Santiago o dell'Havana, come risultato di uno spettacolare attacco cubano dal mare o dal cielo, o da entrambi i fronti. La presenza di navi o aerei cubani nelle vicinanze, che sarebbero accorsi a investigare la presenza dell''imbarcazione avrebbe dato più credito all'evento. La vicinanza dell'Havana o di Santiago darebbe più forza per la visibilità dell'esplosione da parte delle persone sulla costa. Si sarebbero poi organizzate operazioni di salvataggio di finti superstiti e pubblicato l'elenco delle vittime nei giornali americani; cosa quest'ultima che avrebbe generato una diffusa ed enorme indignazione. E ancora:
- Creare una campagna di terrorismo a Miami o in altre città della Florida, o persino a Washington.

L'ultima frase suona raggelante, alla luce di quello abbiamo vissuto recentemente. C'è da dire che è l'unica affermazione che lascia presupporre la presenza di vittime reali tra la popolazione, non essendoci prova della volontà esplicita, negli altri casi, di causare veramente delle morti.

Altrove nel documento, si dice esplicitamente che "L'opinione mondiale, e l'Assemblea delle Nazioni Unite sarebbero favorevolmente influenzate dallo sviluppo di una immagine internazionale del governo cubano come impulsivo e irresponsabile, come l'allarme di un'imprevedibile minaccia alla pace dell'Emisfero Occidentale".

E ancora nel documento: "Mentre le suddette premesse possono essere praticate immediatamente, continueranno a mantenersi valide solo finquando sarà ragionevolente certo che l'intervento militare statunitense a Cuba non coinvolgesse direttamente l'Unione Sovietica". Secondo l'autore della ABC, fu proprio per la palese impossibilità di evitare una risposta militare di Mosca che il piano non fu messo in atto.

Fatto ancora più sconvolgente per i recenti ricordi, si parla diffusamente di "telecomandare" un aereo militare ridipinto per sembrare civile, per inscenare l'attacco di Mig ad un aereo passeggeri. Quindi un aereo militare, ridipinto e allestito identicamente ad un civile, telecomandato, era tecnologicamente possibile e probabilmente collaudato già nel 1962, ed utilizzabile già allora per generare eventi disastrosi programmati.

Il piano segreto pare essere venuto alla luce in seguito a delle azioni legislative che, sull'onda emotiva generata dal film JFK di Oliver Stone, aveva declassificato numerosi documenti, precedentemente secretati, che si riferivano alle vicende del Presidente Kennedy. Quarant'anni dopo, una qualche altra forma di censura ha tenuto nascosto nel cassetto della ABC l'articolo del reporter David Ruppe per altri sei anni, anche se il documento originale aveva già avuto un discreto riscontro in Internet date le numerose similitudini con gli eventi che abbiamo appena vissuto. Ed è pur troppo semplice riscontrare un disegno standard nel costruire un sistema di informazioni ed eventi che giustifichino azioni militari. Se si pensa poi che il 9 Maggio di 2007 è stata approvata una direttiva negli Usa che concede al presidente americano poteri speciali in caso di "Eventi catastrofici", poteri paragonabili a quelli di una dittatura militare e che limitano la libertà dei cittadini analogamente ad un regime di legge marziale, allora il quadro è decisamente destabilizzante, perchè agli eventi catastrofici ultimamente cominciamo quasi ad esserci abituati.

Approfondimenti:
U.S. Military Wanted to Provoke War With Cuba, articolo ABC (in inglese)
Operazione Northwoods, Wikipedia (comprende il link al documento declassificato in pdf)
National Security and Homeland Security Presidential Directive (in inglese)

sferoattualità

sabato 26 maggio 2007

Corna in ufficio, allattami o ti denuncio

Un problema che accomuna tutto il mondo sembra essere la convivenza di uomini e donne nello stesso ufficio, ed è interessante andare a vedere come viene affrontato nelle diverse culture. Notizia che gira molto in rete è la fatwa egiziana in cui il capo della sezione “Diritto Islamico” della moschea al Azhar del Cairo - il punto di riferimento più autorevole dell’Islam Sunnita - prescrive ai propri fedeli di superare il problema permettendo ai colleghi di ufficio uomini di bere, cinque volte al dì, del latte della collega donna. E non è una provocazione, ma una prescrizione talmente seria da essere stata discussa dal parlamento egiziano, creando forti tensioni all'interno degli schieramenti. Meno noto è che d'altra parte, negli Stati Uniti, pare siano sempre più diffusi dei "Patti d'Amore", veri e propri contratti che impegnano gli interessati, protagonisti di relazioni amorose sui luoghi di lavoro, ad attenersi a clausole precise tese alla salvaguardia della produttività aziendale ed a evitare imbarazzi negli uffici e trai collaboratori. In tutti e due i casi è evidente lo sforzo di arginare, con gli strumenti che si hanno a disposizione, con le leggi e con i contratti, la potenzialmente distruttiva energia delle passioni umane, il motore più potente che governa tra l'altro la sopravvivenza della specie.
Nel caso della soluzione islamica il principio è basato su un racconto presente nel Corano; Maometto suggerisce ad una donna, che si stava lamentando per la presenza nella casa di uno schiavo appena uscito dalla pubertà e che le creava fastidi pruriginosi, di allattarlo cinque volte al giorno con il proprio latte (pare da una ciotola) in modo tale che le pulsioni fisiche si trasformassero in affetto materno, e che quindi si fosse scongiurata ogni altra eventuale tensione. Il successo ottenuto nel sacro racconto ha spinto Izzat Attia, capo giurista islamico, a firmare la fatwa che vorrebbe tramutare in incesto (e quindi tabù) ogni rapporto sessuale del collega con la donna che gli fornisse il latte del proprio seno (solo se cinque volte al giorno però). Come se Il Creatore, volendolo impegnare in simili noiose cronachette rosa, considerasse nei suoi giudizi anche di questi cavilli legali e procedurali. Il fatto che personaggi che hanno influenza su milioni di persone possano produrre questi concetti, è indice di come questa gente sia ancora nel loro medioevo, e non pone limite alle assurdità che potrebbero proclamare in futuro, o che avranno già proclamato in passato, con conseguenze meno ridicole di capiufficio attaccati al seno della segretaria. Non che le soluzioni statunitensi appaiono più serie, chissà come potrebbero regolamentare le prestazioni sessuali della stessa segretaria in vista dell'ottenimento di premi di produzione.

Approfondimenti:
Fatwa

sferoattualità

mercoledì 23 maggio 2007

Una giungla nella stazione

In Spagna si respira un’aria di ricerca architettonica che da noi non possiamo immaginare di permetterci; ultimamente la stazione di Atocha di Madrid, grazie al progetto dell’Architetto Rafael Moneo si è trasformata in una Giungla tropicale con 4000 mq di vegetazione, all’interno della quale i viaggiatori trovano in ambiente insolito e piacevole nell’attesa del prossimo treno. Il vecchio edificio della storica stazione si è tramutato in un giardino botanico umido, creando un microambiente salubre e piacevole in un edificio normalmente esposto a polveri sottili e fumi provenienti dal transito ferroviario. Rilanciata da Blogeko, la notizia rafforza l’idea di una architettura funzionale, dove gli elementi sono parti utili e fruibili, contrapposta all’architettura monumentale che invece è fine alla celebrazione di se stessa. Un ottimo esempio di come l’architettura dovrebbe abbandonare l’abuso di calcestruzzo e di vetrate perpetrato in Italia dai nipoti neolaureati degli assessori comunali, per dedicarsi a creare spazi che migliorino effettivamente la qualità della vita. Non che in Spagna siano scevri da questi abomini: l'architetto Santiagio Calatrava è artefice del centro espositivo di Valencia "La città dell'arte e delle scienze", esempio di come produrre opere al di fuori di ogni dimensione umana, atterrendo il visitatore con strutture ciclopiche e ripetitive più utili a proiettarlo in una trance depersonalizzante che a rendere piacevole la visita al Museo della Scienza. Meno conosciuto in Italia, sempre di Moneo, il Kursaal della città di San Sebastiàn (Donostia in lingua basca), che con linee squadrate completa in modo interessante e questa volta mai fastidioso il panorama di quella che è una delle cinque baie più belle del mondo, contribuendo con luminosità calde a rendere magiche le notti basche.

Aggiornamento 08/07/2007: Wikipedia italiana, nel link riportato sotto, attribuiva il Museo della scienza di Valencia a Moneo, mentre in realtà è un'opera di Santiago Calatrava. Il Museo della Scienza di Moneo si trova a Valladolid, ho proposto la correzione nella pagina italiana di Wikipedia.

Approfondimenti:
Rafael Moneo

sferoattualità

mercoledì 16 maggio 2007

Le notizie più censurate del 2007


Su projectcensored.org, interessante sito che si occupa di "criptonotizie", passano in rassegna le notizie che secondo la loro classifica sarebbero state ignorate da tutti i mass media, e che quindi avrebbero subito una forma di censura; riporto i titoli delle prime 10:

1) Il dibattito sul futuro di Internet è stato ignorato dai media
2) La compagnia americana Halliburton avrebbe venduto tecnologie nucleari all'Iran
3) Gli oceani del mondo sono in estremo pericolo
4) I poveri ed i senzacasa stanno aumentando negli USA
5) Genocidio Hi-Tech in Congo
6) La protezione federale per chi denuncia comportamenti illegali negli uffici pubblici americani, è sempre più lacunosa
7) Personale statunitense avrebbe torturato dei detenuti in Iraq fino alla morte
8) Il Pentagono ha guadagnato l'immunità dal sistema con cui organizzazioni non governative, giornalisti e privati possono accedere negli USA a documenti pubblici e di controllo dell'operato.
9) La Banca Mondiale finanzierebbe il muro che gli Israeliani stanno costruendo al confine della Palestina
10) Gli Stati Uniti vorrebbero portare via truppe dall'Iraq aumentando però i ben più letali bombardamenti aerei

Per la lista completa, le fonti e gli approfondimenti, qui.

Sarebbe simpatico stilare una lista analoga riferita all'Italia, e una criptonotizia la riporto direttamente io:
Il 16 Aprile 2007 Beppe Grillo ha parlato, su delega di migliaia di azionisti e pur non avendo potuto rappresentarli ufficialmente per una opposizione della CONSOB, all'assemblea degli azionisti Telecom Italia, rivolgendo parole di fuoco contro il Consiglio di Amministrazione e suscitando gli applausi entusiasti della platea. I media quel giorno ed i successivi hanno evitato di riportare la notizia nei principali telegiornali (pur concedendo ampio spazio all'assemblea Telecom), o riportandola in modo frammentario o con l'intervento di Beppe Grillo tagliato nei punti più spinosi (leggi: cognomi e accuse).
In ogni caso potete approfondire per mezzo della Rete e del blog più popolare d'Italia, seguendo il banner qui a lato. Se avete altre "criptonotizie italiane" inviatemele, magari ne avremo tante da farne una classifica anche noi.

sferoattualità

domenica 13 maggio 2007

La realtà non esiste più


Che stavamo vivendo in un'epoca dove non possiamo concederci certezze, l'avevamo intuito, ma che la realtà che ci circonda è solo frutto della nostra mente, è ancora piuttosto destabilizzante. Eppure l'ultimo scossone alla "vecchia" idea che quello che vediamo è quello che è reale, è stato dato da un esperimento di un gruppo di ricerca viennese che indicherebbe, in soldoni, che la realtà come la conosciamo esiste solo nel momento che la stiamo osservando.
In effetti la ricerca sui fotoni accoppiati tramite "Entanglement", ossia legati da una particolare relazione quantistica, da diversi anni produce situazioni che alla luce della sola meccanica o delle nostre intuizioni risultano paradossi. In pratica, se prendiamo due particelle accoppiate nel senso di cui abbiamo parlato prima e le portiamo anche a distanze molto grandi tra loro, ogni variazione che effettueremo su una di esse (velocità, rotazione ecc.) produrrà la medesima istantanea variazione anche sull'altra; istantanea significa che l'informazione della variazione è trasferita in un tempo nullo all'altra particella senza contare quanto distante essa sia dalla prima (anche in un altra galassia, o dall'altra parte dell'universo). Questo naturalmente contraddice la legge della relatività secondo la quale nessuna informazione possa viaggiare a velocità superiori della luce, e lascia solo due interpretazioni: o l'informazione è trasmessa in un modo che non conosciamo ma che rispetta sempre la teoria della relatività, o le due particelle sono connesse non-localmente (ossia "si toccano" anche se sono separate da milioni di chilometri).
L'esperimento viennese esclude la prima ipotesi, o meglio esclude che ci siano variabili nascoste che possano far sì che l'informazione sia trasmessa rispettando la teoria della relatività, ma non solo: indicherebbe che la connessione non-locale da sola non sia sufficiente a spiegare il comportamento osservato, ma occorrerebbe anche abbandonare certe caratteristiche intuitive della realtà, come quella che la realtà continui ad esistere quando non è osservata.
In altre parole, la realtà che vediamo esiste solo perché la stiamo osservando. In altre ancora, è la nostra mente che crea la realtà che vediamo; concetto questo caro alle teorie dell'universo olografico di Michael Talbot, un modello scientifico che riesce a spiegare molti fenomeni che altrimenti sarebbero paradossi nei modelli classici, e che fornisce basi scientifiche ad alcune forme di misticismo. Questa affascinante teoria ci proietta in un universo dove all'intelligenza umana viene assegnata una collocazione creativa, e dove il concetto di realtà è sostituito da quello di pensiero.
Nulla di nuovo sotto il sole, se Aristotele descriveva Dio come "Pensiero di pensiero".


Approfondimenti:
Il segreto dell'Universo, Fabrizio Coppola
L'universo come un ologramma, Michael Talbot (in inglese)

sferoscienza

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