Le infelici affermazioni del Ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa dimostrano quanto lontane siano le persone deputate a governare dalla realtà di tutti i giornisferoattualità
Le infelici affermazioni del Ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa dimostrano quanto lontane siano le persone deputate a governare dalla realtà di tutti i giorni





Un recente studio pubblicato dalla At&T vorrebbe dimostrare l'utilità economica di selezionare i contenuti che passano nei cavi di Internet in base a dei criteri oggettivi (cioè i contenuti per cui si paga, e gli altri). L'attacco al Web 2.0 delle multinazionali.

Il protocollo di Kyoto, naturalmente, costa. Costa alle aziende che devono implementare il sistema descritto sopra, perché devono assumere dei consulenti che le dicono come effettuare i conteggi, pagare le analisi di laboratorio necessarie, dedicare delle risorse umane alla gestione ed alla implementazione del sistema, pagare l'ispettore e l'ente di verifica, e infine, se come succede quasi sempre hanno prodotto più anidride carbonica di quella concessa, pagare le sanzioni risultanti oppure comprare altre quote, per spese che possono essere di alcune decine di migliaia di euro come di milioni di euro per le aziende più grandi. Ed a pagare siamo tutti noi, attraverso i prodotti che compriamo e attraverso le bollette dell'energia consumata. Infatti tutto il sistema si traduce in costi di produzione maggiori, e di conseguenza di prezzi dei prodotti maggiori. Per i prodotti di normale consumo il prezzo viene calmierato dal mercato di libera concorrenza, ossia l'azienda che vende un prodotto si accolla gran parte di questo aumento per rimanere competitiva nel mercato, mentre nei regimi di monopolio come è stato finora quello dell'energia elettrica per le famiglie, il 100% del costo sostenuto dall'Enel viene riversato direttamente in bolletta (circa il 2% della bolletta). Infatti l'Enel non era tra le aziende virtuose, checché ne dica la pubblicità, e ha dovuto acquistare milioni di euro di quote di CO2 per i consumi in eccesso, facendocele pagare a noi.
Andamento della concentrazione di CO2 (in verde) e della temperatura (in blu) della Terra negli ultimi 480 mila anni; gli aumenti dell'ultimo cinquantennio sono in linea con le oscillazioni periodiche correlate all'entrata in fase, ogni circa 100 mila anni, di alcuni cicli solari (Petit et al., 1999).
Una recente teoria, allo stesso tempo suggestiva e angosciante, ipotizza che il nostro sistema solare, Terra compresa, non appartenga alla Via Lattea come da tempo ormai abbiamo imparato a conoscere bensì a questo strano ammasso di stelle, diecimila volte più piccolo della prima, chiamato Galassia Ellittica Nana del Sagittario. L'entità celeste in questione è una galassia ellittica che gli scienziati conoscono essere sotto l'influenza gravitazionale della Via Lattea, e che si sta letteralemte sfilacciando fagocitata dalla ingombrante vicina. In uno di questi filamenti ci troveremmo dentro noi, catturati ormai nel piano dell'ellittica della Via Lattea ma generati quindi nel seno di un altra madre. Le osservazioni sulle quali nasce l'ipotesi si basa sull'angolo che il nostro sole compirebbe intorno alla spirale maggiore, differente da
quello delle stelle intorno e che quindi sarebbe dovuto ad una direzione iniziale differente, cioè all'orbita polare che l'altra galassia sta compiendo intorno alla Via Lattea (come nella simulazione qui accanto). In definitiva la Terra ed il sistema solare avrebbero avuto origine nella Nana Ellittica del Sagittario (se si dimostrerà vera la teoria propongo di trovare un nome nuovo un pò più rispettoso...), e quando questa ha iniziato a collidere con la Via Lattea volteggiandole intorno, pezzi di filamenti stellari sono rimasti inglobati nella galassia maggiore. Nell'articolo si spingono anche a proporre spiegazioni per una energia solare in eccesso dovuta allo strano moto del sole all'interno della Via Lattea, che porterebbe ad instabilità periodiche come quella che sta contribuendo al riscaldamento globale, ed alla presenza di vita sulla Terra che sarebbe stata favorita proprio dalle condizioni particolari che favoriscono la disponibilità di carbonio, mattone fondamentale per la chimica organica ed il DNA. Tutto questo non ci cambierebbe molto, umanamente parlando, dato che la collisione avviene nell'arco di milioni di anni, forse miliardi, ma ci sposta ancora più dal centro dell'Universo dove eravamo prima della Rivoluzione Copernicana, e ci pone in una posizione precaria, orfani di madre e in un'orbita non ancora ben definita. Ma dopo che la realtà non esiste più, perdere anche una legittima maternità non dovrebbe essere un colpo troppo duro da sopportare.
Magari era da aspettarselo visto che qui si parla senza remore di tutte le censure, ma pensare che ad un sesto della popolazione mondiale è vietato accedere a questo blog, fa quasi paura. Su questo sito potete infatti controllare se un url web sia o no bloccato dal governo cinese. La Cina è senz'altro, per numero, il più grande censore del mondo in quanto il governo comunista si è prefisso di impedire ai propri concittadini di accedere a qualsiasi sito mondiale che non sia giudicato conforme nei suoi contenuti. Anche se per i più esperti questo tipo di censura risulta facilmente aggirabile, in realtà si tratta del più grande esperimento di controllo a livello globale da parte di un governo o istituzione, aspirando a controllare la navigazione di un miliardo di persone, ed è un esperimento che sviluppa una tecnologia utilizzata poi anche da altri stati, compresa l'Italia, per oscurare indirizzi giudicati in qualche modo pericolosi. L'italia utilizza tale tecnologia per combattere siti pedopornografici situati su server esteri e quindi non sequestrabili dalle forze di polizia, e più discutibilmente anche per siti di casino online non conformi alla legge italiana (leggi: che non versano denaro nelle casse dei monopoli di stato). Anche se quest'ultima trovata dell'ultima finanziaria è caduta sotto i colpi del Tar del Lazio che l'ha giudicata illegittima, fa specie notare come anche i nostri beneamati politici possano lasciarsi affascinare dalla metà oscura del controllo.
Perchè dovresti provare ad usare Linux:
1) Non devi comprarlo. Se hai una attività professionale risparmi il costo della licenza di Windows per ogni computer che usi. E, in questo modo, è legale.
2) Non devi cancellare Windows. Puoi tenerlo sullo stesso Hard Disk e scegliere all’accensione del PC quale sistema caricare, e lasciare una opzione automatica nel caso non avessi voglia di scegliere. Lo so, non si è mai abbastanza pigri.
3) Non devi comprare un antivirus, e non devi preoccuparti di tenerlo aggiornato. I virus per Linux sono praticamente inesistenti. E quindi non ti si succhia il 10% della potenza del PC per analizzare ogni singolo file in uso. Certo, bisogna rinunciare alle pagine porno che ti si aprono da sole sullo schermo.
4) Non è più complicato di Windows, specialmente se lo utilizzi per l’ufficio o per navigare in Internet. Anzi, è anche più facile, e infinitamente più sicuro. E non dare retta, che Youtube funziona lo stesso.
5) Non devi cercare i driver per le tue periferiche, in particolar modo se hai un PC con una configurazione standard; allora è anche più immediato di Windows perché i driver li ha già tutti lui e li mantiene aggiornati.
6) E’ più bello di Windows Vista e ha più effetti speciali, se ti piacciono, utilizzando dei programmi che si chiamano Compiz oppure Beryl. Wow. In più puoi personalizzare tutto il desktop, facilmente e in breve tempo; colori, tipo di bordi delle finestre, trasparenze ed ombre. Puoi anche appiccicare la barra del menu di sopra, o di lato, o accorciarla, o toglierla.
7) Installare un programma è più semplice che da Windows, si fa partire un altro programma che ti fa scegliere quello che vuoi da una lista e te lo installa da solo. Sì, anche i giochi.
8) Se conosci un Geek (un appassionato di computer che di solito usa Linux) sei a cavallo: basterà dirgli che vuoi abbandonare “Uinzozz” (diglielo proprio così) e per sua religione sarà felice di lasciare eventuali mogli e figlie in vacanza per venire ad installarti lui stesso Linux. Se poi farai vedere di essere contento e di meravigliarti quando ti fa vedere gli effetti speciali del desktop, stupidate del tipo delle finestre che diventano gelatina quando le muove, si dimenticherà anche della cena che gli avevi promesso e ti sarai guadagnato assistenza tecnica gratuita a vita. Se non hai un amico così, in Internet ne troverai a centinaia (la chiamano “la comunità”).
9) Linux ha molte “Fragranze” tra cui puoi scegliere. Si chiamano “Distribuzioni”, e le ultime che sono uscite sono molto carine e funzionali. Le differenze tra le une e le altre le imparerai con il tempo, per molti Geek sono come la squadra di calcio per cui fanno il tifo. Alcune Fragranze con cui iniziare potrebbero essere “Ubuntu 7.04” oppure “Fedora 7”, ma se hai un amico Geek potrebbe consigliarti quella che piace di più a lui. Non lo contraddire, o si arrabbierà molto su questo argomento.
10) Il nuovo Windows Vista, ancora non lo sai ma possiede alcune tecnologie di controllo e di vera e propria censura che potrebbero essere attivate in qualsiasi momento, e che per certi versi sono già attive, che ti impedirebbero per esempio di ascoltare la tua raccolta di MP3, di provenienza non certa , o di copiare un mp3 acquistato in rete sul tuo lettore portatile, o in genere di far funzionare cose che non siano state previste dalla Microsoft. Il problema in questione sono le tecnologie DRM, che sono integrate in Vista e non possono essere disabilitate dagli utenti. E' un pò come se non fossi più completamente il padrone del computer che hai comprato, limitando di fatto la tua libertà.

Un problema che accomuna tutto il mondo sembra essere la convivenza di uomini e donne nello stesso ufficio, ed è interessante andare a vedere come viene affrontato nelle diverse culture. Notizia che gira molto in rete è la fatwa egiziana in cui il capo della sezione “Diritto Islamico” della moschea al Azhar del Cairo - il punto di riferimento più autorevole dell’Islam Sunnita - prescrive ai propri fedeli di superare il problema permettendo ai colleghi di ufficio uomini di bere, cinque volte al dì, del latte della collega donna. E non è una provocazione, ma una prescrizione talmente seria da essere stata discussa dal parlamento egiziano, creando forti tensioni all'interno degli schieramenti. Meno noto è che d'altra parte, negli Stati Uniti, pare siano sempre più diffusi dei "Patti d'Amore", veri e propri contratti che impegnano gli interessati, protagonisti di relazioni amorose sui luoghi di lavoro, ad attenersi a clausole precise tese alla salvaguardia della produttività aziendale ed a evitare imbarazzi negli uffici e trai collaboratori. In tutti e due i casi è evidente lo sforzo di arginare, con gli strumenti che si hanno a disposizione, con le leggi e con i contratti, la potenzialmente distruttiva energia delle passioni umane, il motore più potente che governa tra l'altro la sopravvivenza della specie.
In Spagna si respira un’aria di ricerca architettonica che da noi non possiamo immaginare di permetterci; ultimamente la stazione di Atocha di Madrid, grazie al progetto dell’Architetto Rafael Moneo si è trasformata in una Giungla tropicale con 4000 mq di vegetazione, all’interno della quale i viaggiatori trovano in ambiente insolito e piacevole nell’attesa del prossimo treno. Il vecchio edificio della storica stazione si è tramutato in un giardino botanico umido, creando un microambiente salubre e piacevole in un edificio normalmente esposto a polveri sottili e fumi provenienti dal transito ferroviario. Rilanciata da Blogeko, la notizia rafforza l’idea di una architettura funzionale, dove gli elementi sono parti utili e fruibili, contrapposta all’architettura monumentale che invece è fine alla celebrazione di se stessa. Un ottimo esempio di come l’architettura dovrebbe abbandonare l’abuso di calcestruzzo e di vetrate perpetrato in Italia dai nipoti neolaureati degli assessori comunali, per dedicarsi a creare spazi che migliorino effettivamente la qualità della vita. Non che in Spagna siano scevri da questi abomini: l'architetto Santiagio Calatrava è artefice del centro espositivo di Valencia "La città dell'arte e delle scienze", esempio di come produrre opere al di fuori di ogni dimensione umana, atterrendo il visitatore con strutture ciclopiche e ripetitive più utili a proiettarlo in una trance depersonalizzante che a rendere piacevole la visita al Museo della Scienza. Meno conosciuto in Italia, sempre di Moneo, il Kursaal della città di San Sebastiàn (Donostia in lingua basca), che con linee squadrate completa in modo interessante e questa volta mai fastidioso il panorama di quella che è una delle cinque baie più belle del mondo, contribuendo con luminosità calde a rendere magiche le notti basche.
